Takashi Murakami. Biografia

Murakami Takashi, classe 1962, è divenuto famoso per i suoi pupazzi mostruosi e naif che lo hanno reso un guru dell'arte contemporanea.
Parallelamente alle sue opere, Murakami cerca di definire l'odierna cultura giapponese a partire dalle sue radici: le subculture che formano l'immaginario giapponese attuale, dai dipinti di Kitano Takeshi ai Digimon. Il Giappone non distingue tra cultura "alta" e queste espressioni popolari. Secondo Murakami si sta diffondendo un nuovo Japonisme che trova origine in quello che l'Occidente chiama subcultura.
Per descrivere il suo stile, che rivede in chiave pop il mondo otaku, aveva scelto l'acronimo "poku" (pop + otaku), ma non aveva ottenuto l'effetto sperato, optando infine per "superflat", che richiama alla mente "più una compressione di elementi che una vera e propria fusione".
E' stato lo storico dell'arte Tsuji Nobuo ad usare per primo il termine Superflat per definire la mancanza di profondità dell'opera di Hokusai e più in generale della rappresentazione dello spazio nella pittura orientale.
Murakami ha prodotto nel 1992 una sua immagine virtuale: è Mr. Dob, uno strano uomo dalla testa enorme e con occhi fuori dalle orbite che, nonostante l'aspetto demoniaco, in fondo è buono e rassicurante. Sembra uscito da un vecchio manga anni '70. Vive in un mondo tutto suo e non capisce niente della vita reale. Nell'intento dell'artista, doveva essere l'icona di un movimento anticonsumista. Il suo nome è un'abbreviazione del concetto di "perché" (dobojite).
Spesso, le sue opere sono dotate di molti occhi.

"Mi piace che lo spettatore abbia l'impressione di essere osservato, tanto da sentirsi un po' soffocare". Tutto quel pullulare di occhi significa anche che non esiste una prospettiva unica da cui guardare le cose ma che i punti di vista possono essere infiniti. E' la soggettività giapponese che mette fuori uso la pretesa razionalità dell'occidente, la visione oggettiva del mondo tanto propagandata dalla pittura occidentale dal rinascimento in poi.(1)


Note

1. Cfr. Di Genova, Arianna. Giappone, l'Eden in forma di Kaikai. Il Manifesto, 27 luglio 2002.