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Realtà

La dimensione di realtà in cui un clinico opera non può essere considerata come il semplice tema di una discussione di tipo epistemologico. La configurazione del proprio “oggetto” di indagine legittima, o meno, alcune prassi di intervento. A questo riguardo è opportuno fornire le coordinate attraverso cui collocare la propria linea di intervento.

Realismo Monista: La realtà c’è in quanto data a livello ontologico. Entro tale livello di realismo, si individua l’oggetto di conoscenza come “ente fattuale”, che esiste a prescindere dal conoscente e dalle categorie di conoscenza utilizzate. L’obiettivo della conoscenza scientifica riguarda l’essenza dell’oggetto, la conoscenza della realtà “ultima”, con la quale la conoscenza stessa è perfettamente sovrapponibile. L’osservazione diviene puro processo fotografico di una realtà esistente di per sé, indipendentemente dal processo di osservazione. Vi è dunque un rapporto di isomorfismo tra conoscenza e realtà (Turchi et al., 2005).

Realismo Ipotetico: La realtà è ontologicamente data, ma è inconoscibile direttamente. Tale livello di realismo postula l’esistenza di una realtà esterna e indipendente dall’osservatore, ma che può essere conosciuta solo attraverso le categorie concettuali e teoriche utilizzate dall’osservatore stesso. Sebbene la realtà esista indipendentemente dalle teorie, l’accesso ad essa non è diretto, ma risulta mediato dagli assunti paradigmatici, dalle teorie, dai metodi e dagli strumenti adottati. Il rapporto tra conoscenza e realtà non è di isomorfismo, ma è del tipo “come se” (Turchi et al., 2005).

Realismo Concettuale: proposto da Alessandro Salvini come riferimento portante del pensiero postmoderno, postula che “la realtà degli artefatti umani è configurata attraverso sistemi linguistici di pensiero e di azione collettivi, appresi ed elaborati attraverso l’esperienza individuale. Tali sistemi generano forme di realtà multidimensionali, da quelle conoscitivo – simboliche a quelle materiali. Questo postulato mette in luce come i significati inglobati negli atti e nelle azioni producano e influenzino un insieme di fenomeni che chiameremo psicologici, per esempio credenze, immagini, emozioni ed altro. Nel paradigma del realismo concettuale confluiscono quindi le teorie che condividono un’immagine di uomo capace di creare attivamente le proprie rappresentazioni del mondo e gli artefatti sociali, attribuendogli significati in funzione delle proprie intenzioni e delle proprie attese. In questa cornice di riferimento si può quindi sostenere che se gli uomini “definiscono certe situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze” (Thomas, Thomas, 1928, 1970, p. 154)” (Fasola et al. 2005, p.7). Da quanto detto si può comprendere come eventi dotati di una realtà esclusivamente concettuale possano generare cambiamenti rilevabili anche in piani di realtà di tipo monista. L’imbarazzo di un oratore incapace di coinvolgere il proprio pubblico e di soddisfare le alte aspettative rispetto al proprio intervento può portare ad un amento della sudorazione, a una modificazione del battito cardiaco e ad un arresto della salivazione o più semplicemente ad un rossore diffuso sul volto. In questa cornice si considera avventato leggere nelle modificazione dei livelli serotoninergici la ragione dell’insorgere di una modificazione del tono dell’umore, ma non si esclude che una modificazione del tono dell’umore possa accompagnarsi con la modificazione della concentrazione di alcuni neurotrasmettitori.

© Claudio Fasola

Rappresentazione di sé
Le Rappresentazioni di sé sono sottoinsiemi del concetto di sé dipendono dal sistema di regole entro cui vengono rappresentate.
Le rappresentazioni di sé hanno una notevole importanza nei processi interpretativi prodotti dall'individuo capaci di regolare l'assunzione dei ruoli, la motivazione e le strategie comportamentali.

Ruolo sociale
Il ruolo sociale non indica tanto una specifica "res" quanto un insieme di attributi e di prescrizioni generati dall'interazione sociale capaci di vincolare i modi di essere e di agire delle persone ad un contesto relazionale.
Esso è coinvolto in un processo autoregolativo di tipo circolare che comprende l'identità e il sé, ed ha inoltre la funzione di fornire un insieme di attributi che portano ad una significazione dei comportamenti di un individuo all'interno di un dato contesto.
Il ruolo può essere normativo, direttivo, assegnato, impersonato.

Ruolo Sessuale

Insieme di aspettative, di prescrizioni e di norme che definiscono i comportamenti femminili o maschili giudicati appropriati in una determinata cultura.