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Bullismo

Introduzione
Uno dei problemi emergenti in questi ultimi anni nei rapporti tra gli studenti di ogni grado di scuola è il fenomeno del bullismo. Da un'ampia ricerca condotta in varie parti di Italia emerge, infatti, che il bullismo a scuola costituisce un fenomeno diffuso, con indici complessivi che vanno dal 41% nella scuola primaria al 26% nella scuola media per quanto riguarda il numero degli alunni oggetto di prepotenza.
Il termine bullismo è entrato nella letteratura psicologica internazionale a indicare il fenomeno delle prepotenze perpetrate dai ragazzi nei confronti dei loro coetanei, soprattutto in ambito scolastico. Con il concetto di bullismo vanno identificate quelle situazioni in cui un singolo o un gruppo commettono molestie verso una persona. L’uso del termine è invalso soprattutto per definire la situazione in cui uno studente, la vittima, è prevaricato ripetutamente nel corso del tempo da parte di uno o più compagni: le azioni offensive possono essere di tipo verbale (minacce, rimproveri, prese in giro) o di tipo fisico (percosse, spinte, calci e dominio sull’altro). A fianco della suddetta tipologia di bullismo che possiamo definire diretta, ne è stata individuata una indiretta, che intrappola la vittima in una serie di azioni offensive: smorfie, gesti volgari, dicerie sul suo conto ed atteggiamenti di esclusione che possono portare all’isolamento più totale dal gruppo.
Come hanno messo in evidenza numerose ricerche, il fenomeno del bullismo non sembra essere generato da particolari condizioni socio-economiche disagiate o da peculiari caratteristiche dei soggetti: la personalità, i modelli familiari, gli stereotipi imposti dai massa media, lo scarso rendimento scolastico, un’istituzione scolastica spesso disattenta alle relazioni fra ragazzi, dinamiche di gruppo che trascendono il singolo individuo, sono tutti fattori concomitanti che, in maggiore o minore misura, possono contribuire al determinarsi del fenomeno.
I dati evidenziano, però, che il comportamento aggressivo dei bulli non è sempre collegabile a esperienze di emarginazione sociale o a vissuti familiari problematici: dunque, non è detto che il bullo appartenga alla categoria dei «ragazzi difficili», al contrario è spesso un ragazzo normale che vive in una famiglia apparentemente regolare e senza problemi. Come del resto non presentano compromissioni della funzione cognitiva, mostrando un'elevata capacità di pianificazione dell'azione aggressiva e di manipolazione delle situazioni per proprio vantaggio personale.
Dalle ricerche effettuate emerge come la condizione di bullo e quella di vittima sono legate a difficoltà nel riconoscimento delle emozioni. Si ritiene, cioè, che i «ragazzi prepotenti» difettino di capacità empatiche, poiché sembrano non rendersi conto delle sofferenze indotte nelle vittime. D’altro canto, anche le vittime hanno una scarsa abilità nel sintonizzarsi affettivamente con i propri compagni, interagendo con essi in modo spesso inadeguato, stimolando la loro aggressività.
Un altro meccanismo presumibilmente coinvolto nel bullismo è quello del «disimpegno morale»: i ragazzi che vittimizzano i propri compagni non sembrano assumersi pienamente la responsabilità di ciò che fanno e tendono sovente a sminuire le conseguenze della loro azione («sono solo scherzi»), a deresponsabilizzarsi («è tutta la classe che li prende in giro») o tendono a giustificare il loro comportamento svalutando la persona bersaglio delle loro angherie («in fondo se lo meritano»).
Non va dimenticato, infine, il ruolo di meccanismi di gruppo che sclerotizzano la persona all’interno di un ruolo per cui risulta molto difficile per un ragazzo, che è stato etichettato come vittima o come prepotente, modificare il proprio status all’interno di un gruppo che continua a interpretare i suoi comportamenti alla luce del ruolo che gli è stato assegnato. Per le vittime si prospetta una progressiva perdita di sicurezza e autostima che può concretizzarsi in attacchi di ansia, somatizzazioni e rifiuto di recarsi a scuola. Di contro, per i bulli vi è il rischio di un uso sistematico e pervasivo della violenza che può concretizzarsi nella criminalità.
Tenuto conto del ruolo della scuola, in quanto potente agenzia di socializzazione, il corso contempla il coinvolgimento degli insegnanti nella progettazione di forme di intervento di tipo promozionale, ossia, non con un’attenzione focalizzata sui rischi, quanto piuttosto attraverso l’offerta di risorse, competenze e abilità, favorendo il coinvolgimento dei ragazzi in attività prosociali.

Obiettivi
• Acquisizione di consapevolezza sul problema da parte degli alunni e l’elaborazione di strategie personali e collettive per la riduzione del fenomeno;
• Responsabilizzazione e coinvolgimento dei ragazzi nella risoluzione del problema;
• Promozione dell’empatia e della capacità assumere il punto di vista altrui;
• Potenziamento delle abilità comunicative tra pari;
• Costruzione di una cultura di rispetto e di solidarietà nella scuola.

Metodologia
Acquisizione di consapevolezza sul problema: il metodo più semplice e più immediatamente utilizzabile dagli insegnanti privilegia i tradizionali canali di comunicazione scolastica, cioè la letteratura, l’attività teatrale, il cinema, e più in generale gli stimoli tratti dalle materie curriculari.
Responsabilizzazione dei ragazzi nella ricerca di una soluzione: prevede il coinvolgimento attivo degli alunni mediante la creazione di gruppi con lo scopo di trovare soluzioni ai problemi scolastici e pratici più diffusi. L’utilità del coinvolgimento dei ragazzi stessi nella risoluzione del problema risiede nel fatto che il bullismo è un fenomeno sociale: anche i ragazzi che non sono direttamente coinvolti conoscono i persecutori e le vittime, i luoghi e i tempi delle prepotenze. Mediante l’attività di problem solving gli alunni hanno modo di approfondire la natura delle prepotenze tra compagni e vengono rafforzati i valori e gli atteggiamenti antiprepotenze.
Sperimentazione di un programma di supporto tra coetanei. Esso intende dare una risposta all’esigenza di combattere la violenza e la sopraffazione e promuovere il rispetto e l’aiuto reciproco. Si basa sul fatto che spesso i ragazzi si rivolgono ad altri compagni per chiedere aiuto in momenti di difficoltà, frustrazione e preoccupazione. Si innesta sulla naturale potenzialità dei ragazzi di consolare e aiutare i compagni in difficoltà. Ha dimostrato d’essere un mezzo efficace per favorire la consapevolezza di Sé, l’autostima, lo sviluppo della capacità di comunicare e di comprendere gli altri.

Strumenti
Il programma prevede l'utilizzo di diverse tecniche che vanno dagli incontri di classe per discutere le difficoltà o i problemi personali vissuti, all'attivazione di occasioni di apprendimento cooperativo e di attività positive comuni. E' previsto l'utilizzo di alcuni ausili quali filmati o opere letterarie che trattano il problema per potenziare la consapevolezza e la comprensione della gravità del fenomeno. Un'attività complementare particolarmente coinvolgente sul piano emotivo è costituita dal role playing e da rappresentazioni teatrali: la drammatizzazione costituisce un efficace tramite per permettere ai ragazzi di sviluppare maggiore empatia, di familiarizzare con situazioni critiche e di appropriarsi di nuovi repertori comportamentali.

Tempi
Il modulo base del progetto prevede 6 incontri di 2 ore ciascuno, così strutturati:
Due incontri con insegnanti e genitori al fine di analizzare di analizzare la situazione dell’istituto e delle classi problematiche;
Quattro incontri con gli studenti.

Costi
Il costo del modulo base per ogni classe è di € + I.V.A..

Risultati attesi
Il raggiungimento degli obiettivi del progetto sarà rilevato tramite un questionario di verifica finale, teso a monitorare:
• il grado di soddisfazione, di interesse e di rilevanza percepita da parte dei soggetti coinvolti rispetto alle aspettative iniziali sul progetto;
• il grado di partecipazione e di condivisione degli obiettivi e delle modalità di intervento da parte dei destinatari;
• l’efficacia didattica di ciascuna fase di intervento attraverso domande mirate a sondare il livello di conoscenza e competenza acquisito;
• l’impatto rispetto all’acquisizione di efficaci strategie di risoluzione delle problematiche relative al bullismo e di modalità di comunicazione efficace per il miglioramento del rapporto con i coetanei e gli adulti.

Consulenze
Il progetto include la possibilità di approfondimenti o colloqui individuali, sia con i genitori che con gli alunni, qualora ne manifestassero l’esigenza.