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La gestione della conflittualità nella Scuola ElementareIntroduzione
È possibile pensare come i rapporti interattivi fra le persone siano vincolati essenzialmente dai tipi di comunicazione che essi adoperano fra di loro.
Gli atteggiamenti disfunzionale non esistono nell’individuo isolato ma sono interpretabili come uno specifico tipo di interazioni disfunzionali fra individui. Lo studio dei processi comunicativi permette di individuare specifiche patologie comunicative per poi individuare specifiche procedure pragmatiche che consentono di intervenire nelle interazioni e di modificarle.
Le persone si trovano nell’impossibilità di non comunicare, l’attività o l’inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro. La comunicazione non soltanto trasmette informazioni, ma la tempo stesso impone, offre o genera nell’altro un certo comportamento.
La capacità di metacomunicare in modo adeguato non solo è la condizione necessaria della comunicazione efficace, ma è anche strettamente legate con il problema della consapevolezza di sé e della conoscenza degli altri.Spesso la comunicazioni fra pari insegnante – insegnante all’interno del contesto scolastico si struttura in termini disfunzionali generando un impoverimento dell’offerta didattica, una visione negativa della propria attività lavorativa, l’impossibilità di cooperare con successo nelle relazioni con gli studenti e con i loro genitori.
La possibilità di conoscere le modalità attraverso cui si strutturano i processi comunicativi permette di acquisire capacità atte a gestire il cambiamento.
Considerando come la valutazione e le impressioni sui colleghi sono mediate dalla qualità dei rapporti comunicativi, la consapevolezza dei processi alla base degli scambi relazionali produce, indirettamente, un miglioramento del clima lavorativo, delle possibilità di collaborazione e dell’immagine dell’istituto e del suo corpo docente.La relazione insegnanti genitori è spesso compromessa dall’incapacità delle parti di riconoscere all’altro il suo status senza comprometterne il proprio, questo avviene per mancanza di adeguate strategie comunicative, gli individui vedono nelle parole dell’altro forme di attacco personale e non riescono a svincolarsi da questa situazione finendo all’interno di un circolo vizioso che compromette la relazione ogni qual volta è presente una possibilità di interazione.
Un ulteriore aspetto che verrà analizzato riguarda la comunicazione non verbale legata a tono, inflessione e modulazione della voce, postura e atteggiamenti corporei, lettura dei gesti e della posizione negli spazi interattivi, con l’obiettivo di leggere i non detto ed i sottotesti presenti in una conversazione ma capaci di ridefinire radicalmente il contenuto verbale di una frase.
Il rapporto docente – discente oltre a necessitare la presenza di competenze adeguate per quanto riguarda il contenuto delle materie necessita il sostegno di adeguate capacità comunicativa attraverso le quali far passare nel modo più adeguato possibili le informazioni e al contempo permettere di gestire le criticità emergenti nel rapporto con gli studenti.
Considerando l’insoddisfazione degli insegnanti rispetto a teorie psico-pedagogiche di tipo causale – lineare che di fronte ai problemi quotidiani dei bambini al posto di ricevere indicazioni operative si trova fra le mani spiegazioni del perché, delle sue origini e delle cause senza avere alcuna indicazione su come gestire le situazioni critiche.
Attraverso questi incontri saranno presentate modalità di intervento basate un approccio comunicativo strategico per affrontare situazioni quali
Disturbo da deficit di attenzione con iperattività;
disturbo oppositivo-provocatorio;
mutismo elettivo;
disturbo di esitamento;
conflitto, ostilità e litigio tra due allievi.Per ogni caso presentato sarà offerta una specifica definizione del problema con indicazioni descrittive, caratteristiche essenziali del disturbo e manifestazioni associate, l’analisi delle tentate situazioni messe in atte per generare un cambiamento, ma che hanno preservato o acutizzato la situazione; strategie comunicative per rispondere efficacemente al comportamento dell’alunno, eliminando le soluzioni tentate precedentemente e generando i primi cambiamenti ed in fine la presentazione delle modalità per ridefinire il problema.
Il corso è organizzato in moduli, l’unità base è costituita da 4 incontri nei quali oltre ad una presentazione dei riferimenti teorici ed epistemologici attraverso cui è strutturata la teoria della pragmatica della comunicazione, dell’approccio strategico per la gestione delle situazioni critiche e dell’interazionismo simbolico, i corsisti arriveranno a padroneggiare il senso della comunicazione simmetrica e di quella complementare e le caratteristiche disgreganti di un doppio legame, ovvero di ingiunzioni di comportamento che mettono il soggetto uditore nell’impossibilità di mettere in atto un comportamento adeguato, si presenteranno numerose situazioni di lavoro di gruppo focalizzate al raggiungimento delle competenze necessarie per affrontare autonomamente ed in termini innovativi le criticità presenti nelle relazioni fra docenti e colleghi e genitori in un corso e fra docenti e studenti nell’altro.
La composizione dei gruppi di lavoro è relativa alla qualità del lavoro operativo, se lezioni di tipo frontale possono essere offerte a platee numerose, l’utilizzo di simulazioni, discussioni dei casi, organizzazione di possibili attività di cooperazione nella gestione dei casi presentati necessita gruppi poco numerosi. Il numero ottimale di corsisti è di circa 20 elementi a gruppo.
La durata di ogni incontro è di 120 min.
I corsi sono rivolti ai docenti e al personale didattico di scuole elementari